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MIFID
MiFID, Markets in Financial Instruments Directive, Ŕ il nome con cui Ŕ nota la direttiva 2004/39/CE. Essa costituisce un passo importante verso la costruzione di un mercato finanziario integrato efficace e competitivo all'interno dell'Unione Europea (UE) e si inquadra nel pi¨ ampio Piano di Azione per i Servizi Finanziari (FSAP), varato nel 1999, che si Ŕ concretizzato successivamente in ben 42 direttive.
Alla MiFID ha fatto seguito la direttiva attuativa 2006/73/CE ed entrambe sono state recepita in Italia con il Decreto legislativo n░164/2007.

Obiettivi
La direttiva risponde all'esigenza di creare un terreno competitivo uniforme tra tutti gli intermediari finanziari dell'Unione europea, senza per˛ pregiudicare la necessaria protezione degli investitori e la libertÓ di svolgimento dei servizi di investimento in tutta la ComunitÓ.
Gli obiettivi di fondo della direttiva MiFID sono:
  • la tutela degli investitori (differenziata a seconda del diverso grado di esperienza finanziaria);
  • l'integritÓ dei mercati;
  • il rafforzamento dei meccanismi concorrenziali, attraverso l'abolizione dell'obbligo di concentrazione degli scambi sui mercati regolamentati;
  • l'efficienza dei mercati, finalizzata anche a ridurre il costo dei servizi offerti;
  • il miglioramento dei sistemi di governance delle imprese di investimento e dei sistemi di gestione dei conflitti di interesse.

Contenuti
La direttiva in questione si applica a tutti i soggetti operanti nei mercati finanziari:
  • gli intermediari finanziari, ovvero le banche e le imprese di investimento, che in Italia sono rappresentate dalle SIM e SGR (limitatamente alla gestione individuale di patrimoni mobiliari);
  • le cosiddette trading venues, che comprendono:
    • i gestori di mercati regolamentati
    • i gestori di sistemi MTF (Multilateral Trading Facility)
    • gli Internalizzatori Sistematici;
  • i soggetti che forniscono servizi di consulenza in materia di investimenti.

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Classificazione della clientela
La MiFID impone alle imprese di investimento classificare la propria clientela al fine di modulare gli obblighi informativi da assolvere e le tutele da garantire in base alla classe di appartenenza.
A questo proposito vengono definite tre categorie:

Clienti al dettaglio
clienti ritenuti privi delle specifiche competenze professionali necessarie per orientare in maniera consapevole le proprie decisioni in materia di investimento;

Clienti professionali
categoria alla quale appartengono di diritto i soggetti autorizzati a svolgere servizi di investimento, i Governi nazionali, le Banche centrali e le istituzioni internazionali e su richiesta i clienti al dettaglio che rispondono a determinati criteri di valutazione previsti dalla normativa;

Controparti qualificate
categoria alla quale appartiene un sottoinsieme dei clienti professionali composto da imprese di investimento, enti creditizi e assicurativi, fondi pensione, Governi nazionali, Banche centrali e istituzioni internazionali.

Gli Obblighi informativi alla clientela
La classificazione della clientela Ŕ funzionale all'individuazione degli obblighi informativi da assolvere nei confronti della stessa:
Gli intermediari hanno l'obbligo di comunicare ai clienti al dettaglio le politiche e le misure per la protezione degli stessi, nonchÚ i processi per la valutazione degli strumenti finanziari e i costi connessi ai servizi forniti.
In generale, a prescindere dalla categoria di appartenenza, il cliente ha diritto a ricevere informazioni corrette, chiare e non fuorvianti, che siano sufficienti a effettuare scelte di investimento consapevoli.

"Adeguatezza" e "Appropriatezza"
Nell'ottica di una maggiore tutela del cliente, MiFID non si limita a prevedere obblighi informativi a carico dell'intermediario, ma stabilisce che lo stesso effettui test specifici in base ai servizi di investimento offerti al/richiesti dal cliente, volti a verificare la compatibilitÓ tra le caratteristiche del servizio e quelle dell'investitore.
Una deroga a tale obbligo a carico dell'intermediario Ŕ costituita dall'Execution only.

Il test di adeguatezza
Il test si basa su tre profili fondamentali che caratterizzano il cliente:
  • obiettivi di investimento;
  • situazione finanziaria;
  • conoscenza ed esperienza finanziaria.
Il test di adeguatezza Ŕ vincolante per l'erogazione dei servizi di consulenza in materia di investimenti e di gestione di portafoglio e, di conseguenza, nel caso in cui l'intermediario non abbia a disposizione tutte le informazioni sufficienti, dovrÓ astenersi dall'erogare tali servizi.

Il test di appropriatezza
Il test ha la finalitÓ di verificare la capacitÓ del cliente di comprendere i rischi del servizio di investimento offerto dall'intermediario e si basa sulla valutazione della conoscenza e dell'esperienza finanziaria del cliente.

Execution only
L'execution only rappresenta una modalitÓ di esecuzione degli ordini per i servizi di ricezione/trasmissione ordini e di negoziazione in c/terzi. In questo caso l'intermediario pu˛ astenersi dai test di appropriatezza.
Essendo una modalitÓ di esecuzione che annulla gli obblighi informativi nei confronti della clientela, l'execution only deve essere richiesta dal cliente e pu˛ riguardare soltanto i servizi di compravendita di strumenti finanziari non complessi. Lo scopo della modalitÓ di execution only Ŕ quella di ridurre i tempi di esecuzione delle operazioni per i clienti favorendo la best execution degli ordini.

Servizi di investimento
I servizi di investimento previsti dalla normativa MIFID sono i seguenti:
  • Negoziazione per conto proprio
  • Esecuzione di ordini per conto dei clienti
  • Collocamento, con o senza preventiva sottoscrizione o acquisto a fermo, ovvero assunzione di garanzia nei confronti dell'emittente
  • Gestione su base individuale di portafogli per conto terzi
  • Ricezione e trasmissione di ordini, nonchÚ mediazione
  • Consulenza in materia di investimenti
  • Gestione di sistemi Multilaterali di Negoziazione (MTF)

Luoghi di negoziazione
Nell'ottica di stimolare la concorrenza e di garantire migliori condizioni agli investitori, la direttiva abolisce l'obbligo di concentrazione degli scambi sui mercati regolamentati, ed introduce nuove forme di scambio, quali i Sistemi multilaterali di negoziazione e gli Internalizzatori Sistematici (IS).

L'obbligo della Best execution
A fronte di una possibile pluralitÓ di luoghi in cui gli strumenti finanziari sono negoziati, viene riaffermato l'obbligo della best execution, in seguito all'abolizione della presunzione del suo raggiungimento sui mercati regolamentati.
Per best execution si intende l'esecuzione degli ordini impartiti per conto della clienti alle migliori condizioni possibili, tenuto conto di prezzo, costi, rapiditÓ e probabilitÓ di esecuzione, natura e dimensione dell'ordine.
La best execution si applica alle transazioni di tutti gli strumenti finanziari per la clientela retail e professionale, mentre deve essere richiesta espressamente nel caso in cui la richiesta di esecuzione riguardi una controparte qualificata.

Execution Policy e Transmission Policy
La caduta dell'obbligo di concentrazione degli scambi sui mercati regolamentati comporta l'adozione e l'implementazione, da parte dell'impresa di investimento, di una Execution Policy (strategia di esecuzione), che, considerando la categoria del cliente e l'obiettivo del raggiungimento del miglior risultato possibile, indichi per ciascuna tipologia di strumento, le sedi di esecuzione degli ordini e i fattori che vengono valutati ai fini della scelta della sede stessa.
Le modalitÓ per ottenere la best execution con riferimento agli ordini trasmessi a intermediari terzi sono contenute nella Transmission Policy (strategia di trasmissione).

La Funzione di Compliance
La funzione di Compliance, Ŕ istituita all'interno di ciascuna impresa di investimento, ed Ŕ preposta al controllo del corretto adempimento degli obblighi di correttezza e trasparenza.
Tale funzione, sulla base di quanto normato dalla MiFID, deve:
  • essere indipendente
  • disporre di risorse e strutture adeguate
  • avere accesso a tutte le attivitÓ dell'intermediario
La Compliance, oltre a svolgere funzioni di controllo, si occupa anche di specificare i compiti dei vari soggetti, di garantire l'adeguatezza delle comunicazioni interne e di conservare le registrazioni delle attivitÓ svolte.

La gestione dei Conflitti di interesse
Un conflitto di interesse nasce qualora l'intermediario, nell'erogare un servizio di investimento, abbia un interesse che potrebbe non coincidere o in alcuni casi essere opposto all'interesse del cliente.
In particolare i conflitti di interesse sono rilevanti quando:
  • comportano un guadagno per l'impresa ai danni del cliente
  • riguardano lo svolgimento della stessa attivitÓ del cliente
  • prevedono il pagamento di un incentivo a soggetti diversi dal cliente
Gli intermediari devono agire in modo da ridurre al minimo i conflitti di interesse nei confronti della clientela, informandola adeguatamente prima di disporre qualsiasi operazione nel caso in cui tali conflitti siano inevitabili.
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